Maldini attacca i tifosi!

44923acb2ec57609047e415c132dfb03.jpgUn mese per rivederlo in campo, un’ora per parlare di tutto, un minuto per rimproverare i tifosi. Paolo Maldini è già tornato. Ecco l’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.

Maldini, quando giocherà?
“Tra un mese. Nella seconda metà di ottobre sarò a disposizione di Ancelotti. Il professor Martens dovrebbe visitarmi all’inizio del mese. Se darà l’ok definitivo, potrò accelerare. Ma già da venti giorni sto lavorando intensamente: mi manca solo il campo”.

Quante volte alla settimana pensa che questa è la sua ultima stagione?
“Abbastanza spesso. Non giocando, ho più occasioni per pensare… In effetti è una situazione strana: da un lato so che è meglio fare le cose con calma; dall’altro lato, però, il tempo passa e comincia a mancarmi”.

Che aspettative ha?
“Voglio essere sempre disponibile, senza scegliere le partite da giocare. Mi aspetto una stagione normale per chiudere come avevo sempre desiderato”.

Secondo Ancelotti, però, i giocatori meno giovani devono capire che conta più la qualità delle loro partite rispetto alla quantità.
“Ognuno di noi vuole giocare sempre, e in particolare le partite più belle. La scelta, ovviamente, spetta all’allenatore. Il rapporto tra me e Ancelotti è molto buono, ci parliamo spesso”.

Quanto può essere difficile per lui lasciarla in panchina per scelta tecnica?
“È già successo due volte l’anno scorso: contro l’Inter e il Palermo. Immagino che per Ancelotti possa essere una scelta difficile, ma quello è il suo ruolo”.

Come le sembra il Milan?
“Migliore dell’anno scorso, più sicuro. Crescerà ancora con il recupero di Ronaldo e Serginho e con l’inserimento di Pato”.

L’indubbia vocazione europea non ha anche una motivazione tecnica? Il Milan sembra costruito per le partite secche.
“Più che una questione tecnica farei un discorso di motivazioni: nelle gare importanti diamo il 100% e siamo quasi imbattibili. Poi in Europa gli avversari si chiudono di meno e questo ci avvantaggia”.

I campioni del Milan danno il massimo solo nelle grandi occasioni?
“No. Il campione, quando è campione vero, trova sempre gli stimoli. Questa è la differenza. E al Milan non c’è questo problema: infatti io ho vinto 7 scudetti. E’ orribile trovarsi a gennaio senza poter inseguire lo scudetto. Vedrete che lotteremo fino alla fine con Inter e Roma”.

Se alzasse la coppa del Mondiale per club a Tokyo, potrebbe anticipare il ritiro per chiudere con quell’immagine?
“No. Per me la Champions League è molto più importante del Mondiale per club”.

Tra qualche anno potrà dire di aver giocato con o contro Maradona, Platini, Van Basten, Zidane, Shevchenko, Kakà.
Pato meriterà un giorno di far parte di un elenco così prestigioso?
“È presto per dirlo. Ma ha potenzialità tecniche e fisiche notevoli. Adesso sembra un acquisto costoso, ma credo che si rivelerà un investimento intelligente”.

Contro il Benfica, per l’ennesima volta, i tifosi del Milan non hanno intonato cori per la squadra. E’ dispiaciuto?
“Di più: sono molto arrabbiato, come i miei compagni. Dopo tutto quello che abbiamo dato, fatto e vinto, meritiamo un trattamento diverso. Quest’atteggiamento è iniziato nel derby di ritorno dell’anno scorso. Con un aiuto da parte della nostra curva, non avremmo perso quella partita”.

Perché accade?
“Difficile dirlo. Ci sono motivazioni economiche, giochi di potere. Ma se sono queste le ragioni per andare allo stadio, non so più che cosa pensare. Comunque non è solo la curva a non sostenerci: anche i tifosi degli altri settori se ne stanno zitti. Io credo che quando si canta “Abbiamo il Milan nel cuore”, poi bisogna dimostrarlo. Ormai noi giochiamo in trasferta o in campo neutro: mai davvero in casa. Non mi sembra logico, e la squadra non ci sta più”.

Ci sono anche le manifestazioni di dissenso nei confronti di Dida e Gilardino.
“Un’altra cosa che non comprendo. I fischi ci sono sempre stati, ma qui si sta andando oltre. A San Siro si sentono applausi ironici per Dida quando blocca una palla facile. Ma quello è il portiere della finale di Manchester, è un campione d’Europa come Gilardino. San Siro è sempre stato magico: adesso stiamo perdendo questa magia”.

Il calcio italiano resta prigioniero di beghe politiche e giochi di potere. Lo scandalo di un anno fa è stata un’occasione sprecata?
“È difficile rimpiazzare i dirigenti sportivi: non c’è stato un ricambio generazionale. Andrebbero coinvolti di più gli ex atleti”.

Se Platini la chiamasse all’Uefa, ci andrebbe?
“In passato sono stato critico con lui, adesso mi piace di più. Dovrà sfruttare il potere per imporre la sua idea di calcio. Secondo me è giusta la partecipazione alla Champions dei campioni dei Paesi minori. Bisogna però capire che ruolo avranno nella sua gestione gli interessi economici”.

Pallone d’oro: Kakà o Pirlo?
“Ricky l’anno scorso è stato incredibile; Andrea nella sua normalità lo è tutti i giorni. Kakà è favorito perché negli highlights in tutta Europa è più facile vedere i gol che i lanci o il lavoro del regista”.

O le scivolate e i salvataggi dei difensori… Vero, Maldini?
“Vero, ma quello è il passato. Non ci penso più”.

Ma nell’economia del gioco del Milan è più importante Kakà o Pirlo?
“Risposta quasi impossibile: risolvono le partite in due modi diversi”.

In Italia non ci sono più difensori bravi: problema generazionale o di scuola?
“Di scuola. Ma è un problema mondiale, non solo italiano. Forse non si insegna più a marcare, a fare certi movimenti”.

Sta studiando il modo in cui Costacurta gestisce l’inizio della seconda vita?
“Sì, ma Billy è sempre nel suo ambiente. L’unica differenza è che all’allenamento mette la maglia rossa e non quella bianca. Questa per lui è una stagione di apprendistato”.

La Nazionale è davvero diventata un problema?
“Per chi ha o ha avuto problemi fisici, sì. Si gioca troppo, non c’è niente da fare”.

Però lei fino a 34 anni giocava sempre nel Milan e in azzurro.
“Perché fino a quell’età non avevo mai avuto infortuni. Se fossi andato avanti ancora, non ce l’avrei più fatta”.

Suo figlio Christian, che gioca negli Esordienti, cresce bene?
“È tranquillo, non sente la pressione. Fa il terzino sinistro: strano eh?”.

Paolo, ha già pensato alla sua ultima partita?
“Sì, sarà a Mosca: la finale di Champions”.

Quello è un sogno, non un programma già definito.
“Vero, ma è l’unica cosa a cui ho pensato”.

Il Milan ritirerà la maglia numero 3?
“Così mi ha detto Galliani. E mi farebbe molto piacere”.

E tra un anno cosa farà?
“Non è ancora deciso. Ma tra febbraio e marzo deciderò insieme alla società”.

Quindi resterà nel Milan.
“Questa è l’idea”.

Maldini attacca i tifosi!ultima modifica: 2007-09-20T12:06:18+02:00da m4nt0
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4 pensieri su “Maldini attacca i tifosi!

  1. sono d’accordo con il mitico capitano rossonero paolo maldini. mi dispiace tantissimo che lasci la carriera è un fenomeno un campione è il numero uno il miglior difensore è tutto insomma ti voglio un bene dell’anima e ti auguro di tutto che vada tutto bene auguri paolo sei un mito baci al mio amore saluti dalla tua fans roby

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