La lezione del Milan…

761164e99ae992a7a72c5e64983a260b.jpgQui di seguito l’articolo pubblicato all’interno della rubrica “Il Motivo” di Stefano Agresti sul quotidiano “Corriere dello sport di oggi, domenica 2 settembre 2007. 

LA LEZIONE DEL MILAN NELLA NOTTE DI PUERTA
“Milan-Siviglia ha inviato in mondovisione immagini forti e fortissime sensazioni: si è giocato nel nome di Antonio Puerta, ragazzo aspirante campione morto quasi sul campo; si è giocato avendo ancora negli occhi e nel cuore il volto straziante della compagna, in attesa di un figlio, durante i funerali.
Nella notte di Montecarlo è stata straordinaria, dal punto di vista emotivo, la partecipazione del Milan al dolore degli avversari. Abbiamo visto Kakà, segnato il suo gol, tirarsi fuori la maglia dai pantaloncini e indicare, rivolto ai tifosi spagnoli, il nome di Puerta. Abbiamo osservato Seedorf, al momento della sostituzione, spogliarsi e indicare a sua volta la scritta stampata sul retro della maglia rossonera, chiedendo l’applauso a tutto lo stadio. Abbiamo ascoltato Ancelotti, pochi istanti dopo aver vinto la SuperCoppa, rivolgere subito la mente a quel giovane. Abbiamo notato, nella curva spagnola, uno striscione di solidarietà consegnato dai loro “rivali” milanisti.
Una serie di episodi spontanei e toccanti, che si è aggiunta alle scelte – più ponderate, ma non per questo meno significative – della società rossonera. Che ha partecipato, con Galliani e Braida ai funerali di Puerta. che si è messa a completa disposizione del Siviglia, dicendosi pronta a rinviare la partita, alla faccia dello show che deve continuare per forza e del calendario del calcio che non ha un buco libero. E che ha voluto giocare, come gli spagnoli, con il nome di Puerta sulla maglia.
Il Milan, in fondo, non ha fatto nulla di eccezionale: gesti semplici e umani, comportamenti preziosi ma che – in fin dei conti – sono o dovrebbero essere naturali. Eppure, in un mondo che vive di business e vittorie ad ogni costo, quello che è accaduto prima, durante e dopo questa partita a noi non è sembrato affatto normale. La società che ha conquistato più coppe di tutte nel mondo, e che ha dominato il calcio internazionale negli ultimi vent’anni, ha dato una lezione di sensibilità e di classe, dal presidente all’ultimo tifoso, facendo prevalere i sentimenti e l’umanità su tutto il resto. Chissà se è anche per questo – perchè dà importanza pure agli uomini e al cuore – che ha vinto tanto.”

La lezione del Milan…ultima modifica: 2007-09-02T13:25:00+02:00da m4nt0
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