Giovani che vengono, Giovani che vanno

b615889b6aca271d05e0b40df96c0e2a.jpgI tifosi del Milan stanno aspettando con ansia di sapere il nome dell’attaccante che andrà a rinforzare il reparto offensivo dei Campioni d’Europa.

Sarà Eto’o? O Shevchenko? O forse Ronaldinho? Beh, per il momento i tifosi rossoneri dovranno accontentarsi di Mitja Novinic, un giovane di 16 anni della Slovenia molto promettente e che è già considerato un baby-fenomeno nella sua nazione.

Il Milan ha annunciato la firma giovedì sera depositando il suo contratto in Lega Calcio.

Novinic ha militato in questa stagione nel NK Nafta e in un’intervista di qualche mese fa ha dichiarato che il suo idolo calcistico è Kakà. Il suo sogno di allenarsi con lui sembra essersi avverato anche se alla domanda su quale fosse la sua squadra del cuore ha detto di preferire i Diavoli sbagliati: cioè i Red Devils del Manchester United.

Probabilmente il ragazzo finirà nella primavera di Filippo Galli e non pensiamo che questo sia il grande attaccante di cui parlava ieri Carletto Ancelotti.

Lo sloveno è stato forse preso per sostituire un altro giovane del Milan, che nella prossima stagione giocherà da professionista in Serie B col Bologna: Davide Di Gennaro.

9a755bafdd7b23032135757020b90944.pngFino a ieri capitano della Primavera del Milan allenata da Filippo Galli, si affaccia al calcio dei grandi, partendo proprio dal Bologna.
“Arrivo con entusiasmo in una grande piazza, in una società gloriosa: non sembra nemmeno di essere in B”.
Alla vigilia della tua prima stagione da professionista ti senti sotto esame?
“E’ normale che sia così, ma la cosa non mi preoccupa più di tanto. Sono un tipo tranquillo per carattere, arrivo in punta di piedi e so di dover ancora dimostrare tutto. Ma penso di poter dare il mio contributo al Bologna per raggiungere l’obiettivo che tutti sappiamo”.
Un tuo identikit a uso e consumo dei tuoi nuovi tifosi.
“Sono alto 1,80 e gioco trequartista o seconda punta. Mi piace cercare la porta e devo dire che quest’anno l’ho trovata spesso”.
Quattordici volte, secondo le statistiche ufficiali.
“Quindici in realtà. Anche il sito del Milan me ne attribuisce uno in meno. Poco male, quelli che contano sono i gol che devo ancora fare…”.
Alla Primavera del Milan giocavate col 4-2-3-1.
“Sì, e io occupavo la posizione centrale dei tre dietro la punta. Ma ho giocato anche alle spalle di due attaccanti di ruolo o come seconda punta dietro un centravanti classico. Insomma sono un giocatore tecnico che ama fare gol ma anche dettare l’ultimo passaggio”.
Se dovessi indicare il tuo modello?
“Troppo facile per un ragazzo cresciuto nel Milan. Ho avuto la possibilità di allenarmi spesso con Kakà ed è stato come frequentare l’università del calcio. Ora dovrò cominciare a dimostrare di aver imparato qualcosa…”.

Giovani che vengono, Giovani che vannoultima modifica: 2007-06-29T11:25:00+02:00da m4nt0
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