22/09/2007

Fine dello Sciopero

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La curva Sud, attraverso un cominicato delle Brigate Rossonere, ha annunciato che da questa sera riprenderà a sostenere la squadra nella partita di San Siro contro il Parma:

Riguardo al nostro sciopero del tifo e ai motivi per il quale è stato attuato,vogliamo precisare che:

- La nostra non è stata una contestazione verso i giocatori, i quali sapevano perfettamente le ragioni del nostro sciopero, tantomeno verso la società. Si è trattato di una protesta contro il decreto Amato.

Tale decreto infatti calpesta i diritti indicati nell'Art. 21 della Costituzione Italiana, negando libertà di espressione e di
pensiero.

Chi ha voluto strumentalizzare il nostro sciopero pacifico, parlando di interessi inesistenti, nonché lanciando illazioni a sproposito, dovrebbe almeno dimostrare tutto questo, fornendo spiegazioni appropriate.
Sottolineamo che la nostra è stata una contestazione pacifica senza minacciare nessuno!

La Curva Sud dopo averne discusso internamente e con le persone a cui è mancato maggiormente il calore della Curva e l’apporto canoro, prendendo atto di ciò, comunica che dalla gara interna col Parma di sabato sera, riprenderà a cantare, ma ribadisce che:
rivogliamo i nostri tamburi, le nostre bandiere e i nostri megafoni per tornare a colorare la curva. 

Siamo la mente pensante delle coreografie, siamo il dodicesimo giocatore in campo, siamo quelli che seguono ovunque e sempre. Quando la squadra vince e va bene ma anche quando questa va male e lo stadio è semideserto.

Siamo quelli che riempiono una curva anche in una partita di Coppa Italia, quelli che fanno sacrifici economici per andare in trasferta e che non fanno mai mancare il loro apporto. Vogliamo riportare il folklore in curva e tornare a tifare come abbiamo sempre fatto, tuttavia, se questo è il calcio che volete,

QUESTO E' IL CALCIO CHE AVRETE, IN SILENZIO.

21/09/2007

Cosa significa Ultras?

e0a68f5e9b426857c3b86e5cb88f3b7c.jpgInteressanti le riflessioni di Carlo Nesti sul mondo Ultras Rossonero in questo particolare periodo. Ve le ripropongo qui di seguito. 

Il Milan va a giocare la finale di Supercoppa a Montecarlo, e subisce la contestazione della curva sud di San Siro, trasferitasi nel Principato. I fischi ironici contro Dida e Gilardino, che partono dallo stesso settore, prevalgono, quasi sempre, sugli applausi. Attenzione: stiamo parlando del Milan, e cioè di una squadra che vive un momento d’oro, batte il Liverpool, batte il Siviglia, entusiasma contro il Benfica.

Domanda: dove sta l’errore? Il guaio è che chi dice “errore” vive su Marte, e non sulla Terra. Quanto sta accadendo al Milan, e cioè la spaccatura fra un settore dei tifosi e la società, in un periodo di “vacche grasse”, è solo la conferma di un fenomeno. Il mondo ultras, che era nato per incitare, in modo organico, le proprie squadre, non appartiene più alla logica del calcio, ma a quella del potere.

Le curve, o porzioni delle curve, sono “sette”, tutt’altro che segrete, che hanno conservato il richiamo ai colori di un club, ma per la quali il “controllo del territorio” viene prima del risultato della squadra. Puoi anche essere Galliani, e cioè l’artefice delle vittorie del Milan, ma non ce ne frega niente. Ci ostacoli nella gestione dei biglietti per Istanbul, e noi ti dichiariamo guerra.

Lo sfogo di Maldini, che era in tribuna per Milan-Benfica, e si è reso conto di quanto sta accadendo, è legittimo. Ricordo cosa fu San Siro, negli anni Sessanta, nella finale di ritorno della Coppa Intercontinentale con l’Estudiantes. Ricordo cosa fu il Meazza trasportato a Barcellona, negli anni Ottanta, nella finale della Coppa dei Campioni contro la Steaua Bucarest. Uno per tutti. Tutti per uno.

Ora non è così, perché la convenienza economica si è insinuata anche fra gli ultras: in secondo piano i sentimenti, e in primo piano i soldi. Quei tifosi non accettano il dialogo con nessuno, nemmeno con chi spende miliardi per regalare loro successi. Ma a chi interessa la vittoria del Milan, se il rischio è perdere vecchi privilegi? Una setta “satanica”, dove il “Diavolo”, inteso come simbolo, resta molto sullo sfondo.

Galliani sotto scorta

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L’intervista di Paolo Maldini, rilasciata ieri alla Gazzetta, scuote l’ambiente milanista. Si discute, e tutti danno ragione al capitano, sul silenzio dei tifosi della curva e pure di quelli degli altri settori, sui fischi a Gilardino e sugli applausi ironici a Dida. “Non mi sembra logico che la curva non ci sostenga — ha dichiarato Maldini — San Siro è sempre stato magico: adesso stiamo perdendo questa magia”. I compagni, i tecnici e i dirigenti si schierano al fianco del capitano, pur sapendo che dietro la protesta del pubblico ci sono questioni molto più gravi di un gol sbagliato o di una “papera” e sulle quali, da almeno sei mesi, sta indagando la polizia.

Il silenzio di San Siro, di tutto San Siro, è figlio delle minacce. Questo è un fatto acclarato. I cosiddetti padroni della curva Sud impediscono agli altri di fare il tifo e, siccome si sta parlando di persone che hanno già ricevuto avvisi di garanzia per tentato omicidio e altri reati, c’è ben poco da scherzare. La questura di Milano, che sta lavorando a pieno ritmo su questa faccenda che puzza di criminalità ordinaria e organizzata, ha piazzato agenti in borghese, in curva, durante le partite interne del Milan. Ancora, tuttavia, non si è arrivati alla conclusione delle indagini che, lo dicono espressamente i dirigenti della questura, è difficile e complessa.

Dalla metà di maggio, cioè da poco prima prima della finale di Champions League di Atene, anche Adriano Galliani è oggetto di pesanti minacce e il ministero dell’Interno gli ha assegnato una scorta ventiquattr’ore su ventiquattro. I boss della curva Sud pretendono dalla società ciò che la società non può dare: biglietti e altri favori da gestire direttamente con gli altri tifosi. Tutto ciò è in contrasto con la legge e con il decreto Amato, emesso dopo i tragici fatti di Catania del febbraio scorso. I biglietti, infatti, adesso sono nominali e, per quanto ci possano essere negligenze nei controlli, i club o le società che gestiscono la vendita possono cederli soltanto se viene presentato un documento d’identità. In caso contrario, cioè se dessero un quantitativo di tagliandi in mano ai tifosi affinché fossero loro a distribuirli (ovviamente a prezzi maggiorati), sarebbero perseguibili penalmente.

Questo clima di ricatto spiega gli striscioni anti-Galliani, che nella scorsa stagione sono stati esposti a San Siro, e il silenzio degli ultimi giorni. Unica ribellione a Montecarlo per la Supercoppa europea: in quel caso il pubblico sano è andato contro gli ordini dei capi ultrà e ha gridato “forza Milan”.

20/09/2007

Maldini attacca i tifosi!

44923acb2ec57609047e415c132dfb03.jpgUn mese per rivederlo in campo, un’ora per parlare di tutto, un minuto per rimproverare i tifosi. Paolo Maldini è già tornato. Ecco l'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.

Maldini, quando giocherà?
"Tra un mese. Nella seconda metà di ottobre sarò a disposizione di Ancelotti. Il professor Martens dovrebbe visitarmi all’inizio del mese. Se darà l’ok definitivo, potrò accelerare. Ma già da venti giorni sto lavorando intensamente: mi manca solo il campo".

Quante volte alla settimana pensa che questa è la sua ultima stagione?
"Abbastanza spesso. Non giocando, ho più occasioni per pensare... In effetti è una situazione strana: da un lato so che è meglio fare le cose con calma; dall’altro lato, però, il tempo passa e comincia a mancarmi".

Che aspettative ha?
"Voglio essere sempre disponibile, senza scegliere le partite da giocare. Mi aspetto una stagione normale per chiudere come avevo sempre desiderato".

Secondo Ancelotti, però, i giocatori meno giovani devono capire che conta più la qualità delle loro partite rispetto alla quantità.
"Ognuno di noi vuole giocare sempre, e in particolare le partite più belle. La scelta, ovviamente, spetta all’allenatore. Il rapporto tra me e Ancelotti è molto buono, ci parliamo spesso".

Quanto può essere difficile per lui lasciarla in panchina per scelta tecnica?
"È già successo due volte l’anno scorso: contro l’Inter e il Palermo. Immagino che per Ancelotti possa essere una scelta difficile, ma quello è il suo ruolo".

Come le sembra il Milan?
"Migliore dell’anno scorso, più sicuro. Crescerà ancora con il recupero di Ronaldo e Serginho e con l’inserimento di Pato".

L’indubbia vocazione europea non ha anche una motivazione tecnica? Il Milan sembra costruito per le partite secche.
"Più che una questione tecnica farei un discorso di motivazioni: nelle gare importanti diamo il 100% e siamo quasi imbattibili. Poi in Europa gli avversari si chiudono di meno e questo ci avvantaggia".

I campioni del Milan danno il massimo solo nelle grandi occasioni?
"No. Il campione, quando è campione vero, trova sempre gli stimoli. Questa è la differenza. E al Milan non c’è questo problema: infatti io ho vinto 7 scudetti. E’ orribile trovarsi a gennaio senza poter inseguire lo scudetto. Vedrete che lotteremo fino alla fine con Inter e Roma".

Se alzasse la coppa del Mondiale per club a Tokyo, potrebbe anticipare il ritiro per chiudere con quell’immagine?
"No. Per me la Champions League è molto più importante del Mondiale per club".

Tra qualche anno potrà dire di aver giocato con o contro Maradona, Platini, Van Basten, Zidane, Shevchenko, Kakà.
Pato meriterà un giorno di far parte di un elenco così prestigioso?
"È presto per dirlo. Ma ha potenzialità tecniche e fisiche notevoli. Adesso sembra un acquisto costoso, ma credo che si rivelerà un investimento intelligente".

Contro il Benfica, per l’ennesima volta, i tifosi del Milan non hanno intonato cori per la squadra. E’ dispiaciuto?
"Di più: sono molto arrabbiato, come i miei compagni. Dopo tutto quello che abbiamo dato, fatto e vinto, meritiamo un trattamento diverso. Quest’atteggiamento è iniziato nel derby di ritorno dell’anno scorso. Con un aiuto da parte della nostra curva, non avremmo perso quella partita".

Perché accade?
"Difficile dirlo. Ci sono motivazioni economiche, giochi di potere. Ma se sono queste le ragioni per andare allo stadio, non so più che cosa pensare. Comunque non è solo la curva a non sostenerci: anche i tifosi degli altri settori se ne stanno zitti. Io credo che quando si canta "Abbiamo il Milan nel cuore", poi bisogna dimostrarlo. Ormai noi giochiamo in trasferta o in campo neutro: mai davvero in casa. Non mi sembra logico, e la squadra non ci sta più".

Ci sono anche le manifestazioni di dissenso nei confronti di Dida e Gilardino.
"Un’altra cosa che non comprendo. I fischi ci sono sempre stati, ma qui si sta andando oltre. A San Siro si sentono applausi ironici per Dida quando blocca una palla facile. Ma quello è il portiere della finale di Manchester, è un campione d’Europa come Gilardino. San Siro è sempre stato magico: adesso stiamo perdendo questa magia".

Il calcio italiano resta prigioniero di beghe politiche e giochi di potere. Lo scandalo di un anno fa è stata un’occasione sprecata?
"È difficile rimpiazzare i dirigenti sportivi: non c’è stato un ricambio generazionale. Andrebbero coinvolti di più gli ex atleti".

Se Platini la chiamasse all’Uefa, ci andrebbe?
"In passato sono stato critico con lui, adesso mi piace di più. Dovrà sfruttare il potere per imporre la sua idea di calcio. Secondo me è giusta la partecipazione alla Champions dei campioni dei Paesi minori. Bisogna però capire che ruolo avranno nella sua gestione gli interessi economici".

Pallone d’oro: Kakà o Pirlo?
"Ricky l’anno scorso è stato incredibile; Andrea nella sua normalità lo è tutti i giorni. Kakà è favorito perché negli highlights in tutta Europa è più facile vedere i gol che i lanci o il lavoro del regista".

O le scivolate e i salvataggi dei difensori... Vero, Maldini?
"Vero, ma quello è il passato. Non ci penso più".

Ma nell’economia del gioco del Milan è più importante Kakà o Pirlo?
"Risposta quasi impossibile: risolvono le partite in due modi diversi".

In Italia non ci sono più difensori bravi: problema generazionale o di scuola?
"Di scuola. Ma è un problema mondiale, non solo italiano. Forse non si insegna più a marcare, a fare certi movimenti".

Sta studiando il modo in cui Costacurta gestisce l’inizio della seconda vita?
"Sì, ma Billy è sempre nel suo ambiente. L’unica differenza è che all’allenamento mette la maglia rossa e non quella bianca. Questa per lui è una stagione di apprendistato".

La Nazionale è davvero diventata un problema?
"Per chi ha o ha avuto problemi fisici, sì. Si gioca troppo, non c’è niente da fare".

Però lei fino a 34 anni giocava sempre nel Milan e in azzurro.
"Perché fino a quell’età non avevo mai avuto infortuni. Se fossi andato avanti ancora, non ce l’avrei più fatta".

Suo figlio Christian, che gioca negli Esordienti, cresce bene?
"È tranquillo, non sente la pressione. Fa il terzino sinistro: strano eh?".

Paolo, ha già pensato alla sua ultima partita?
"Sì, sarà a Mosca: la finale di Champions".

Quello è un sogno, non un programma già definito.
"Vero, ma è l’unica cosa a cui ho pensato".

Il Milan ritirerà la maglia numero 3?
"Così mi ha detto Galliani. E mi farebbe molto piacere".

E tra un anno cosa farà?
"Non è ancora deciso. Ma tra febbraio e marzo deciderò insieme alla società".

Quindi resterà nel Milan.
"Questa è l'idea".

22/08/2007

Ufficiale: Marassi chiuso ai Milanisti

613dc0318d002241360e091605ce5416.jpgOra è ufficiale: i tifosi del Milan non potranno andare domenica a Marassi ad assistere alla partita con il Genoa, la prima della nuova stagione. Lo ha deciso il Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico di Genova, riunitosi questa mattina. "Dover prendere certe decisioni dopo dodici anni è una sconfitta - ha detto il Prefetto Giuseppe Romano -. Purtroppo ci sono stati segnali inquietanti e messaggi farneticanti, tanti, non solo quelle scritte sui muri. Sono certo che tutti, responsabilmente, condivideranno questo provvedimento, dal presidente della Lega a quelli di Genoa e Milan. Sono certo che anche l'Osservatorio prenderà atto del fatto che questa è una partita ad alto rischio. Se poi qualche "cane sciolto" rossonero arriverà comunque a Genova, vedremo di non farlo entrare in contatto con la tifoseria rossoblù".
La vendita dei biglietti della partita, che era stata bloccata dal Genoa, inizierà quindi questo pomeriggio, negli uffici dello stadio, e si potrà acquistare solo un tagliando. Non è oltretutto prevista la possibilità di cambiare successivamente sul biglietto il nome dell'acquirente.

21/08/2007

Niente Milanisti al Marassi

8993d4a14ce179d3f48f37f4f282fd9a.gifL'ultima relazione della Digos è arrivata ieri sul tavolo del questore Salvatore Presenti. Domani ci sarà il comitato provinciale per l'ordine pubblico, giovedì pomeriggio la riunione dell'Osservatorio alla quale sono convocate anche le questure di Milano e Genova.

Quindi l'ufficializzazione della decisione, anche se già mercoledì si potrebbe avere l'anticipazione del provvedimento (veto alla trasferta per i tifosi milanisti e alla vendita dei biglietti fuori Genova) già anticipato da questo giornale nei giorni scorsi. Un ulteriore autorevole segnale è emerso ieri pomeriggio a conclusione dell'incontro tra il questore e i rappresentanti del Silp Cgil sui temi della scarsa sicurezza operativa di alcune aree adiacenti allo stadio. «Il Questore si è trovato in linea con le nostre preoccupazioni» ha detto il segretario Roberto Traverso. «E ha confermato che si sta andando verso il veto alla vendita dei biglietti fuori Genova e all'accesso per i tifosi milanisti».

C'è poi da osservare come Genova, per i milanisti sia una piazza ostica su entrambi i fronti del tifo, sia genoano sia sampdoriano. Ed è stato valutato anche il rischio di "iniziative" de tifosi blucerchiati contro quelli rossoneri. Chi è chiamato a gestire la sicurezza stima con maggiore pericolosità la fase precedente alla gara, più che il "durante" e-o il "dopo".

Perché la fase precedente alla gara? Perché, temono i responsabili dell'ordine pubblico, se ci sono incidenti e in questi rimangono feriti dei genoani, l'onda d'urto su chi è già dentro lo stadio può essere devastante. Cioè, spiegano gli analisti, una reazione che può portare all'uscita da Marassi, per vendicarsi: con la struttura dei tornelli, flusso di gente agli ingressi, la situazione sarebbe di difficilissima gestione.

09/07/2007

Uniti Dalla Maglia

Il prossimo 31 luglio lo Stadio San Siro sarà teatro di “Uniti dalla maglia”, un evento unico e senza precedenti in Italia per tutti i tifosi rossoneri.
L’occasione sarà la presentazione ufficiale della nuova maglia adidas rossonera per la stagione 2007/2008: protagonisti della foto ufficiale - che verrà utilizzata dal Club Rossonero nel corso della stagione - saranno i supporter milanisti insieme ai Campioni d’Europa.
Squadra e tifosi, tutti rigorosamente con la nuova maglia rossonera, siederanno infatti insieme nella Tribuna Arancio di San Siro per uno scatto fotografico molto speciale che diventerà “immagine ufficiale” del Milan durante la stagione.

La nuova maglia rossonera sarà in vendita da oggi al prezzo di 70 euro (60 Euro il minikit bambino) in anteprima e in esclusiva sul sito www.acmilan.com. Le casacche non saranno svelate al pubblico sino al giorno dell’evento. Una caratteristica importante le renderà preziose: sulle maniche delle maglie saranno infatti ricamati il “Winner Badge” e il patch con le 7 Coppe dei Campioni, i simboli distintivi che l’UEFA riserverà alle maglie utilizzate dalla squadra Campione d’Europa e che sino al mese di dicembre non saranno a disposizione dei tifosi. Questa vendita in anteprima sarà riservata ad un numero limitato di maglie.

Questa la procedura per partecipare all’evento: una volta acquistata la maglia online, i tifosi dovranno registrarsi nella sezione del sito dedicata a “Uniti dalla maglia” e stampare un voucher nominale che consentirà il ritiro della maglia e del biglietto di ingresso allo Stadio, il 31 luglio, presso i desk dedicati. Le maglie potranno essere acquistate entro la mezzanotte di mercoledì 25 Luglio e si potranno ritirare esclusivamente allo stadio il giorno dell’evento.



L’evento verrà ripreso in esclusiva dalle telecamere di Sky, mentre Radio Italia seguirà in diretta la giornata allietando il pubblico con la propria musica.

Al termine dello scatto fotografico, i tifosi potranno assistere all’allenamento dei Campioni d’Europa sul campo di San Siro.

adidas, Sky, Radio Italia, Cisco e Promocard sono i partners del progetto.

Per informazioni

Per AC Milan
Capo Ufficio Stampa: Riccardo Coli – coli@acmilan.it – tel.02-62285612
Agenzia Comunicazione AC Milan: Michele Frola – Michele.Frola@logoicomunicazione.com
Sara Porro – Sara.Porro@logoicomunicazione.com  tel. 02-8800971

Per adidas Italia
Antonella Cavallero - Antonella.Cavallero@adidas.com - tel. 039-2715321

06/07/2007

Destinazione Montecarlo

17bd9f3b979405a108be9a9046c3c1d2.jpgLe operazioni di vendita dei biglietti per la sfida di Supercoppa di calcio, tra Milan e Siviglia cominceranno alle 12 del 16 luglio prossimo. La formazione vincitrice dela Champions League e i detentori della Coppa Uefa si affronteranno allo Stadio Louis II di Monaco venerdì 31 agosto. Il fischio d'inizio dell'incontro è fissato per le 20.45. La prenotazione dei tagliandi - riferisce un comunicato - dovrà essere effettuata esclusivamente attraverso il sito uefa.com, entro e non oltre le 12.00 del 30 luglio.

Intanto il dato ufficiale di tessere acquistate dai tifosi rossoneri per le partite a San Siro del Milan nella prossima stagione 2007-2008 in campionato è il seguente: 30.614 (ieri era 29.793), per un incasso di 9.474.408,00 euro. Un anno fa gli abbonamenti acquistati erano 10.239 (incasso 4.439.874,00 euro).

Per la Champions invece i tifosi milanisti hanno acquistato 5.354 mini-abbonamenti per la 1' fase a gironi della Champions League 2007-2008, con un incasso parziale di 308.588,00 euro.

27/06/2007

Tutto lo Stadio!

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La campagna abbonamenti ha chiuso la sua fase di prelazione. Significa che gli abbonati alle partite casalinghe del Milan in campionato per la stagione 2006-2007, hanno pouto far valere fino a ieri il proprio diritto di prelazione sul posto in prima fila a San Siro quando gioca il Milan.

L'attuale campagna abbonamenti stava andando fino a ieri molto bene, ma l'impennata di ieri la fa volare verso l'alto sia se la si confronta con la scorsa estate, sia con quella di due anni fa. Alla mezzanotte di oggi ben 21344 Milanisti hanno confermato la loro prelazione-stadio. Nello stesso periodo un anno fa erano 8150 e due anni fa 16185. Numeri a loro volta importanti, perchè in piena bufera di Moggiopoli confermare il proprio abbonamento un anno fa era un atto di fede nei confronti delle buone ragioni rossonere, mentre lo stesso dato dell'estate 2005 era importante perchè furono proprio la società (con l'acquisto di Alberto Gilardino) e i tifosi (abbonamenti sottoscritti uno dopo l'altro) a dare i primissimi segni di riscossa estivi dopo la Finale di Istanbul. Il dato di fine prelazione è quindi molto importante: 21.344 tessere per un incasso di 6.841.687,00 euro.

Oggi, con la squadra campione d'Europa, i numeri sono molto alti e promettono di continuare ad esserlo, anche perchè il Milan farà di tutto per realizzare quel colpo di mercato in attacco che tutti i tifosi sognano. L'abbonamento è comunque importante a prescindere. E' il ringraziamento ad una squadra che raccoglie consensi unanimi per la sua impresa europea (in questi giorni il ct Dunga ha detto: "Contro il Manchester a San Siro il Milan ha rasentato la perfezione, il mio Brasile lo sogno come quel Milan"), è la conferma dell'attaccamento ai colori del club Campione d'Europa ed è anche, non dimentichiamolo, una bella opportunità. Tutti i rossoneri ricordano la scelta fatta da Adriano Gallliani e dal Milan prima della Finale di Atene: per l'assegnazione dei biglietti priorità per gli abbonati di lunga data al campionato.

Noi ci siamo, ora sta a voi portare un grande acquisto!