Non dovevate puntare su di me?

a1fd390ed92cfff22b48f86d39969c0a.jpgMassimo Donati ha 26 anni e sembra più alto («E’ perché sono dimagrito ») di quando arrivò al Milan a venti e non piacque ai capi del gruppo, dicono, perché faceva il fenomeno, non era gentile coi magazzinieri e lasciava la roba in giro dappertutto nello spogliatoio.

«Ero un ragazzino e non mi piaceva essere sottomesso. Avevo le mie idee e volevo rispetto. Io non ho mai litigato né con Maldini né con Costacurta, che anzi mi aiutavano, ci sarà stato a volte qualche screzio, ma soltanto in campo e per questioni tattiche. Loro facevano il possibile per agevolare il mio ambientamento, ma San Siro mi dava i brividi. E poi non sono mica l’unico a non essere andato bene nel Milan».

Allora ha ragione chi dice che il Milan non è terra per giovani?
«Diciamo che non ti aspetta nessuno e se non sei un fenomeno, come Kakà, fai fatica. Pensi a Gourcuff che non trova spazio, e in questa stagione hanno preso uno di 31 anni (Emerson, ndr), un altro che gli sta davanti.»

Di chi è colpa?
«Di nessuno. Penso che abbia scelto Ancelotti, però non gliene faccio una colpa: mi piacerebbe soltanto dimostrare che meritavo un’occasione. Anche perché Galliani, subito dopo aver vinto la Champions ad Atene, ha detto che io ero il primo acquisto, e Braida mi ha dato qualche conferma. Poi le cose sono cambiate, ma non lo dico con astio; è arrivata l’offerta del Celtic e l’ho presa al volo.»

Non dovevate puntare su di me?ultima modifica: 2007-10-02T11:48:54+00:00da m4nt0
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