Un’avventura stupenda

cebc9bce902d822e513f37da52778797.jpgSe il Milan sbaglia strada oggi, sarà costretto a un percorso tortuoso: «Il nostro avvio lento — racconta Ambrosini — non mi ha preoccupato, ma innervosito. Abbiamo perso punti per colpa nostra a causa di un atteggiamento sbagliato. In campionato dobbiamo interpretare meglio le partite, cercando di essere più concreti e magari meno spettacolari. Io sono affaticato, ma questa partita è molto importante. Spero di recuperare».

Sarebbe la sua sfida numero 302 con la maglia del Milan.
«Pensavo fosse la 301… Sì, io ero convinto che la numero 300 fosse stata quella di sabato con il Parma. Se ripenso a tutte queste partite mi vengono in mente le varie fasi della mia carriera: il ragazzino promettente, il titolare a 22 anni, la riserva, gli infortuni, la rinascita. Non mi sono mai annoiato, anzi sono maturato. E’ stata ed è tuttora un’avventura stupenda».

Cambierebbe qualcosa nel calcio? «Abolirei i ritiri. Si pensa solo al recupero fisico dei giocatori senza dare il giusto peso a quello mentale. Restare un giorno e mezzo in albergo prima di una partita è inutile. Purtroppo dobbiamo lottare contro i pregiudizi di chi vede nel ritiro l’unica strada per concentrarsi».

Dedichi un pensiero ai suoi cinque allenatori (con Terim non ha mai giocato). «Capello è molto autoritario. Tabarez è una persona educata, intelligente, elegante capitata a Milanello nel momento sbagliato. Sacchi è un genio del calcio. Zaccheroni mi ha dato fiducia. Ad Ancelotti devo e dovrò sempre tanto perché mi è stato vicino nei momenti più difficili. Con lui ho avuto differenze di vedute, ma con il tempo capisci meglio certe dinamiche. Io non dimentico quello che ha fatto per me».

Un’avventura stupendaultima modifica: 2007-09-26T11:58:41+00:00da m4nt0
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